by Alessandro Valerio | 2026,Feb,10 | Emozione e Relazioni
Perché le relazioni sono l’argomento più “scottante” e complesso della nostra esistenza? Perché passiamo dall’estasi di un bacio al desiderio di fuggire su un altro pianeta in meno di un secondo? La risposta è scomoda: pensiamo di conoscerci perfettamente, ma la realtà è che abitiamo appena il 10% della nostra consapevolezza.
Immaginate il nostro DNA come un filamento lungo 173 centimetri. La scienza che crediamo di dominare ne spiega appena 3; i restanti 170 centimetri sono considerati “vuoti” o “spazzatura”. Ma è davvero possibile che la natura lasci uno spazio così immenso privo di scopo? Non credo proprio. Quei 170 centimetri sono la sede del nostro potenziale spirituale e di dati ancora da decriptare. Siamo una razza appena nata, cellule in evoluzione che cercano di navigare la vita con un “conscio lento” — la frequenza Beta, ferma tra i 15 e i 30 cicli al secondo — mentre l’universo corre a velocità infinite. In questo scenario, la relazione non è un semplice incontro, ma l’unico laboratorio in cui possiamo imparare le “regole del gioco”.
1. L’illusione del 10%: Perché non puoi amare ciò che non conosci
Il presupposto fondamentale per qualunque legame sano è il rapporto che intratteniamo con noi stessi. Spesso cerchiamo nell’altro la soluzione ai nostri vuoti, ma il benessere autentico con il partner deriva esclusivamente dalla nostra capacità di amarci preventivamente.
Questo non è egoismo; è un requisito tecnico. Senza una solida auto-accettazione, finiamo per proiettare sul partner mancanze che appartengono solo a noi. Dobbiamo riconoscere che, come specie, stiamo ancora imparando a passare dalla modalità di sopravvivenza a quella di comunione spirituale. L’altro è lo specchio che ci mostra quel 90% di noi stessi che ancora non vediamo.
2. Il Mantra del 50%: La fine del vittimismo
Uno dei concetti più provocatori, ma profondamente liberatori, è che in ogni interazione umana “tutto è al 50%”. Che si tratti di un grande amore o di un litigio furibondo, la responsabilità non è mai unidirezionale. Esiste una saggezza brutale e onesta che riassume questo concetto:
“Per fare un incidente ci vogliono due stupidi.”
Se da qualche parte esiste un carnefice, deve esserci necessariamente una vittima che accetta quel ruolo per chiudere il circuito. Accettare questa visione non significa colpevolizzare chi soffre, ma restituirgli potere. Se riconosco il mio 50% di responsabilità in un “incidente” relazionale, smetto di essere un soggetto passivo che subisce la vita e divento un attore capace di cambiare le dinamiche del gioco. Non esistono vittime solitarie; esistono solo co-creatori di dinamiche che non hanno ancora compreso.
3. La Lezione della Biologia: L’organo più “stupido”
La natura ci ha lasciato un indizio ironico e inconfutabile sulla nostra necessità dell’altro. In biologia vige una legge ferrea: la funzione crea l’organo. Eppure, possediamo un apparato — quello riproduttore — che è, tecnicamente parlando, l’organo più “stupido” del corpo umano.
Perché stupido? Perché è l’unico che non può assolvere alla funzione per cui è stato creato se resta da solo. Il cuore pompa, i polmoni respirano, il fegato filtra… ma l’apparato riproduttore richiede necessariamente l’altro per avere senso. Questa incompletezza biologica ci costringe all’apertura. L’io ha bisogno del “tu” per essere funzionale sul piano fisico. Siamo programmati per l’interdipendenza; la nostra stessa carne ci ricorda che la separazione è un’illusione e che l’incontro è l’unica via per la prosecuzione del Viaggio.
4. Yin, Yang e il Paradosso dell’Auto: Logica vs Creatività
Uomini e donne sembrano venire da pianeti diversi, Marte e Venere, ma si ritrovano sulla Terra perché solo insieme possono evolvere. Questa diversità è la manifestazione dello Yin e dello Yang. Spesso identifichiamo l’Uomo come “Logico” (la linea retta da A a B) e la Donna come “Creativa” (la linea ondulata).
Immaginate un viaggio in auto. L’uomo punta alla meta: velocità, efficienza, tempo minimo. La donna, invece, segue un percorso creativo: nota quel negozio interessante, si ferma per il pane che piace tanto al partner, osserva un panorama che evoca un ricordo prezioso. Agli occhi della logica maschile, queste sono “deviazioni” o errori. Ma è in quelle onde che si trova la bellezza e la connessione emotiva. È fondamentale ricordare che nessuno dei due è “puro”: proprio come nel simbolo del Tao, l’uomo porta in sé il seme della creatività e la donna il seme della logica. L’evoluzione della coppia non sta nel cercare di cambiare il percorso dell’altro, ma nell’integrare queste nature complementari.
5. La Violenza Invisibile e il “Cuore Umido”
Il principio del 50% ci porta su un terreno delicato: la violenza. Siamo abituati a denunciare giustamente la violenza fisica, storicamente e biologicamente associata al maschile. Ma esiste una forma di violenza speculare, emotiva e sottile, che è spesso l’arma del femminile.
A Trieste esiste una panchina con la scritta “No alla violenza sulle donne”. È un messaggio sacrosanto, ma per essere completo, quel messaggio dovrebbe essere rivolto anche verso uno specchio. La violenza non ha solo i segni dei lividi; ha anche il volto del silenzio punitivo, della manipolazione emotiva e del rifiuto.
C’è un parallelo biologico profondo in tutto questo: se la violenza fisica impedisce alla donna di aprirsi nell’intimità, la violenza emotiva impedisce all’uomo di aprire il cuore. Per un’unione autentica, è necessaria una condizione di reciproca “umidità”: proprio come la donna deve essere fisicamente pronta e umida per l’atto sessuale, l’uomo deve avere un “cuore umido” — emotivamente aperto, ricettivo e non inaridito — per connettersi davvero. Senza questa doppia disponibilità, la relazione diventa un deserto di potere.
Conclusione: Il Viaggio oltre lo Specchio
Le relazioni sono lo specchio più fedele della nostra evoluzione spirituale. Ogni conflitto è un koan, un enigma da risolvere per passare al livello successivo. La vita è un Viaggio che prosegue ben oltre il piano fisico — dicono che stiano già sperimentando il teletrasporto molecolare, sperando di non finire in un multiverso sbagliato — ma finché siamo qui, dobbiamo giocare secondo le regole di questo piano.
Il mistero e l’imprevedibilità sono ciò che rendono il percorso degno di essere vissuto. Se la vita fosse priva di attrito e se tu potessi prevedere ogni singola mossa del tuo partner, la noia sarebbe insopportabile.
Chiediti onestamente: se conoscessi già ogni risvolto, ogni segreto e ogni reazione di chi hai accanto, che tipo di Viaggio sarebbe? È proprio nell’ignoto dell’altro che scopriamo l’infinito in noi stessi.
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by Alessandro Valerio | 2022,Mar,7 | Emozione e Relazioni
Da tempi indietro i comici storici ci hanno sempre fatto ridere ma non divertimento o distrarci, per farci ragionare seriamente sull’argomento, in realtà è proprio il ridere che ci fa usare il lato destro del nostro emisfero celebrale e mette in moto la creatività che avevamo da bambini, facendoci “ragionare” senza i preconcetti che ci hanno insegnato inserendoci nella società con regole ed usanze che servono all’inizio ma poi con il tempo diventano obsolete.
Ho visto una vignetta in un post dove di dava “il premio Nobel per la medicina a Putin perché in 48 ore a eliminato il Covid”, la battuta è spiritosa si, ma quanta verità c’è dietro nel comprendere che siamo ubbidienti alle notizie, schiavi dell’informazione, come piume al vento, prima tutti parlano del Covid e poi il giorno dopo succede una guerra e tutti non parlano più della psicopandemia. Ecco il valore della comicoterapia.
Webinar del 2022-03-11 – Youtube
by Alessandro Valerio | 2021,Dec,12 | Emozione e Relazioni
Quante volte il nostro pensiero ci porta dove vuole lui? Non vediamo l’ora di andare in vacanza perché siamo stressati dal lavoro, ma lo sapete che nella Bibbia non ho mai visto la parola vacanze, forse perché non esisteva lo stress da lavoro. Credo che la parola adatta fosse il riposo, finito di lavorare andavi a riposare. Non credo che ci fosse differenza tra lavoro e gioco, ed è un consiglio utile, proviamo ad andare a lavoro giocando e proviamo a giocare lavorando. Entra nello specchio e osserva da quel lato rovesciato.
Per chi è appassionato di film di fantascienza come me, avrà notato la Morte Nera in Star Wars e come al solito la nostra dualità si fa sentire. Purtroppo adesso i film parlano spesso di terrore, violenza e anzichè avere idee futuristiche del cambiamento evolutivo che ha il nostro Universo, propone ambienti distopici di catastrofi e un nemico che bisogna per forza trovare, dopo la Russia contro gli Americani e Cinesi contro tutto l’occidente, adesso andiamo in cerca degli Alieni, qualcuno di cattivo lo dobbiamo trovare se no non siamo contenti.
Se usassimo di più lo Zen e capissimo lo Yin e Yang comprenderemmo che il lato oscuro, come la notte, la luna e il femminile non è quell’intendimento che diamo al male, perché ci fissiamo sul concetto che il buio è qualcosa che non vediamo e quindi ci fa paura, riduciamo tutto a quello che i nostri occhi vedono e il nostro cervello interpreta tramite i nostri programmi educativi e genetici. Cambiamo queste Credenze e vedremo “panorami” più sereni. Non ci saranno catastrofi, carestie ed epidemie.
Nelle mie esperienze esoteriche il Testimone Silenzioso è una persona (te stesso) che ti guarda e non giudica, sta appunto in silenzio , avete mai provato a “vedere” i vostri pensieri fuori dalla vostra testa? Perché ci identifichiamo troppo con quello che pensiamo? Se non fossero nostri? Se fossero del nostro corpo che è condizionato dalle nostre credenze? Con sta scusa però non esagerare e dire che non sei tu che hai rubato ma la tua personalità, perché in galera finisci sempre tu che non hai educato bene la tua personalità.
Ed adesso arriviamo al fatidico Denaro, come dico sempre è uno strumento e non è ne cattivo ne buono, sei tu che lo usi bene o male. Ho visto consigliato da un amico la serie Squid Game, ma ne ho visto solo 5 episodi, poi mi sentivo male per una razza umana che si fa fregare dai soldi. Quindi ho smesso. Ecco perché il Lato Oscuro ci sta condizionando non solo nei Telegiornali (che oramai non vedo più da 20 anni) ma anche nei film che ci portano ad adorare il Denaro, se ne hai di più sei più forte, non hai paura di sopravvivere. Credenza sbagliata, il denaro come strumento e tecnologia inventata da noi è utile solo se lo sai usare.
Provate a girare con una pistola in tasca, vi sentite più forti? Ma se la estraete dovete uccidere se no non serve, ma quale è il male peggiore dopo aver ucciso? Farlo per abitudine, il vostro vivere nel Lato Oscuro con un rimorso per tutta la vostra vita. Pace ed un felice anno nuovo.
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by Alessandro Valerio | 2021,Nov,9 | Emozione e Relazioni
Il proverbio sta a significare che il silenzio ha valore maggiore delle parole, che a volte astenersi dal parlare vale più che intervenire. Ha si? Quindi posso stando in silenzio “minare” come con le Crypto? E se volessi vendere il silenzio? Dove lo vendo? In quale Exchange? Chi lo compra? Ma già ho parlato e detto fesserie, quindi mi sono svalutato come l’argento. Mi sono fregato.
L’oro, sia per la rarità che per il fascino e l’utilizzo, ha un valore di molto maggiore rispetto all’argento che è meno richiesto e più facile da estrarre. Quindi parlare ha un suo valore: non si sta dicendo che parlare sia sbagliato, anzi, lo si paragona all’argento che è un materiale prezioso. Ma non può mai reggere il confronto col silenzio, che ed infatti equiparato all’oro.
Come quando si conosce la musica, le pause sono fondamentali per gustare il suono, non ci sarebbe l’uno senza l’altro.
Il silenzio assoluto non esiste, perché anche il solo nostro respiro fa un rumore, per quanto sia da comprendere la frase che anche i nostri pensieri “fanno rumore”, nel settore dei nostri corpi sottili. Questo ci fa capire che come nel simbolo del Tao il Yin e Yang vi è un seme del suo opposto. Per distinguere ed apprezzare il silenzio ci deve essere un po’ di rumore.
Uno degli esercizi del mio percorso spirituale in India era stare in silenzio per una giornata intera (difficile per noi Italiani) si chiama “Mauna” (letto Muna), veramente difficile per chi ciacola molto come noi. È stato utile fare degli esperimenti di quello che non fai di solito o che trovi difficoltà a farlo, è una crescita veramente utile.
Visto che il mondo cambia è si trasforma la cryptovaluta, la parola è Ethereum e il silenzio è Bitcoin.
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by Alessandro Valerio | 2021,Nov,2 | Emozione e Relazioni, Spiritualità e Scienza
Ciao, Salve, Ave
Perché la gente si saluta? Forse anticamente milioni di anni fa non lo facevano, si guardavano in cagnesco per intuire se quell’altro era pericoloso. Io non c’ero, ma potremmo chiederlo ad Ötzi mummia di 5000 anni fa o a Lucy scheletro di 3.2 milioni di anni. Chissà se con la tecnologia potremmo risalire a come si salutavano, se qualcun altro esisteva e lo incontravano.
Viaggia con la mente è molto bello e curiosare su internet è anche interessante, con l’idea che non sempre è tutto vero, poniamo il solito nostro punto interrogativo, ma anche fiducia sulle notizie. Cosi ho fatto un giro in rete.
Facciamo una carrellata: Il namastè Indiano o pranam con le mani giunte come la preghiera cattolica messe vicino allo sterno, indicano il collegamento dei chakra delle mani in posizione del chakra del cuore.
Il saluto Zoghista mano destra all’altezza del cuore con il gomito piegato.
Il saluto Cinese chiamato Bao Quan Li e rappresenta l’unione di Yin Yang, rispettivamente il primo raffigura la mano chiusa e il secondo la mano aperta. La mano destra rappresenta lo Yin, la contrazione. Mentre la sinistra rappresenta lo Yang, l’espansione.
La profondità dell’inchino è correlata alla differenza di rango o al livello di rispetto o gratitudine che si vuole esprimere, è molto in uso il porre la mano destra al petto mentre ci si inchinava per rispetto, mentre la sinistra era lasciata lungo il corpo. Inchinarsi è una forma di rispetto anche inginocchiarsi come si fa nelle religioni, ameno che non sia un modo di umiliare se si è forzati.
Nel saluto Arabo, la mano tocca in successione il torace, le labbra e la parte centrale della fronte, poi il gesto si prolunga in avanti, mentre si fa un inchino. Il significato è: “Ti offro il mio cuore, la mia anima e la mia testa”.
Il saluto Romano, ma che si usa anche per avvisare qualcuno con un grido o nel dire ciao, anche Ave era una forma o salve, si mostrava la mano vuota. Anche nelle preghiere si usa Ave come Salve. Il ciao è da schiavi e l’Ave da esseri umani.
Il saluto militare, che consiste nel portare la mano destra al cappello, nasce dal gesto dei cavalieri medievali che, in presenza di un amico o di un superiore, si toglievano l’elmo o ne sollevavano la visiera per farsi riconoscere e mostrare un atteggiamento indifeso, quindi pacifico.
Levarsi il cappello, o a volte anche solo accennare a farlo toccando la tesa, è un gesto convenzionale non verbale molto diffuso in Occidente, soprattutto fra gli uomini. In passato il copricapo poteva segnalare l’appartenenza a un elevato rango sociale e il toglierlo rappresentava un atto di umiltà.
La mano vuota indicava anche che non si avevano armi, quindi in pace. Ma anche visto come il Karate, spiegazione della parola, che rappresenta il combattimento senza armi.
La stretta di mano è un gesto con valenze per lo più di saluto ma che può essere utilizzato anche per indicare ringraziamento, accordo, congratulazioni. Guardate anche gli sportivi che si salutano prima del match, forse dopo sono troppo stanchi o durante si menano.
Si effettua tra due persone che si porgono e afferrano reciprocamente la mano (di norma la destra), effettuando spesso con le mani così unite un movimento più o meno marcato in su e in giù (non sinistra e non andulatorio). È un gesto molto antico e comune a numerose culture, a volte con varianti (per esempio in Nordafrica viene accompagnato dal gesto di portare la mano libera al petto da parte dei due che si stringono la mano). Poi i gesti a forma di balletto.
Adesso il covid ci porta via anche il saluto con il contatto, una delle forme più belle ed importanti di saluto, come il toccarsi e il carezzarsi fino all’abbraccio e al fare le coccole e il sesso. Cosa succede se la mamma non tiene più in braccio il bambino? Quel piccolo crescerà con traumi che lo porteranno ad essere pauroso e cattivo.
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by Alessandro Valerio | 2021,Nov,5 | Emozione e Relazioni
Anni fa ho letto un libro di Gregg Braden – “la scienza perduta della preghiera”. Mi ha colpito come mescolare la scienza con i ricordi della educazione Cattolica che ho ricevuto. Mi si resettavano i concetti di separazione tra scienza e religione, anche se il libro non è prettamente scientifico, si ricollegava al creare il proprio futuro senza vedere la preghiera come una richiesta, ma come un “già fatto”.
In particolare la sua simpatica esperienza con le storie banali degli antichi Indiani d’America che ci hanno sempre propinato e le vere storie di chi come lui ha studiato e fatto ricerche personali. Nell’esempio di come si prega per fa venire la pioggia, tipo la danza della pioggia, che in effetti si scrive della è non per la pioggia. Perché non la si chiede, ma la si “sente”.
Collegato al libero arbitrio ed anche alla legge di attrazione (vedi anche il libro The Secret), immaginiamo come lo fa un bambino piccolo, avete presente il visetto che mi chiede una cosa? Non si può resistere e la mamma si intenerisce. Forse in maniera inconscia il piccolo sa già che i genitori non potranno resistere ed avrà ciò che vuole.
Così in questa modalità di chiedere, che non è un chiedere ma un ringraziare per il già ricevuto, Dio non sa resistere è vede in noi la felicità di vivere quello che abbiamo già ricevuto e stiamo vivendolo nei nostri pensieri ed emozioni, lo stiamo quindi esperienziando in astrale, non ci resta che ringraziare di averlo vissuto con un sorriso.
NFT del Webinar di Alessandro Valerio “cocioale” su youtube (Italian language) del 05/11/2021 ore 10:00″
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by Alessandro Valerio | 2021,Oct,10 | Emozione e Relazioni
Come ex cuoco so che se non giro la frittata mi si brucia. Con questa frase ho appunto “ri-girato la frittata” portando in positivo una frase che di solito viene additata a chi vuole uscire da un discorso che lo mette alle strette. (complicata da capire questa), mio padre mi ha sempre dato del filosofo (in senso negativo), ma sono cresciuto (mio figlio dice di no) e ho capito che ci sono sempre due facce ..nella frittata.
Quindi anche nella macropsicologia il politico (in realtà partitico) o il negromante (sembrano simili) ti fanno credere una cosa ma ne intendono una altra. A forza di dire una bugia, ci credi anche tu. Come si fa a dire che è un cattivo o che sta sbagliando? Lui crede in quella cosa che tu credi errata e lui crede giusta. Quindi? Chi ha ragione? Dipende dallo spazio o dal tempo. Se quello che dici o fai rientra nel mio “universo” allora devo esserne d’accordo anche io. Se no, deve rimanere nel tuo universo e non rompere le palle al mio.
E qui si entra nella Fisica Quantistica, “io sono responsabile di ciò che ho ascoltato io e non di ciò che hai detto tu” Comunicare è difficile, ma non impossibile. I due universi possono coesistere, in armonia o in collisione, è sempre un modo di comunicare. Rispetto il tuo punto di vista anche se è contrario al mio, ma non ci credo e non lo promuovo.
Si possono avere punti di vista diversi e per capirli si possono usare frasi come quella che dico quando avviene un evento contrastante, tipo: “ti perdono ma non ti giustifico” “ci credo ma non mi fido”, etc. Ovvero girare la frittata per avere un punto di vista diverso non è detto che sia una cosa sbagliata.
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>>> https://youtu.be/4X_6cnBoMAU
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by Alessandro Valerio | 2021,Oct,10 | Emozione e Relazioni
Nel webinar precedente si dava troppo peso alla parola speranza e alle credenze, che comunque ci portano sicurezza, non sono un male, ma se diventano dogmi a cui non crediamo più, dobbiamo togliercele. Creare un sentiero nuovo, dove non conosciamo il futuro e quello che ci accadrà ma siamo contenti di una avventura.
Mi ricordo di un giro in moto di una settimana in Austria da ragazzo, pioveva sempre e ogni volta dicevamo: “andiamo a vedere quel posto, che forse c’è il sole” Non è stato così, ma alla fine a Monaco nell’Oktoberfest poco importava, pieni di birra vedevamo il sole lo stesso. Si diceva “non c’è la faccio più con sta pioggia” ma il mettersi in “moto” era sempre una avventura allegra.
Se siamo “presenti” a quello che pensiamo e diciamo ci accorgiamo che quel “non ce la faccio più” appare spesso. Quando siamo stressati il nostro corpo emotivo e mentale (che ricade anche su quello fisico) ci fa entrare in una routine che non controlliamo (meglio trascendiamo), quindi dobbiamo fare, pensare, emozionare in altro modo, spezzare la routine, vedere positivo non può essere solo una frase fatta, se la ripeti senza quella energia consapevole, diventa un dogma che non funziona più. Bella la vignetta dove uno dice: “la vita è una merda” e l’altro gli risponde: “ma noo pensa positivo”, e lui gli ridice: “ok, allora è una bella merda”.
Di sicuro c’è la faccio, anzi è già fatto. È un mantra che ho studiato ai tempi di The Secret, legge d’attrazione, etc. La mattina facevo una lista di cose da fare, ed arrivato al decimo impegno che aggiungevo mi sentivo la frase “non ce la faccio, troppe cose”. Allora aggiungevo l’undicesimo e mi dicevo: “così impari a dirmi questa frase, farò quello che riesco a fare”.
Mi impegna fare questo webinar? Già fatto! E mi diverto.
NFT del Webinar di Alessandro Valerio “cocioale” su youtube (Italian language) del 26/10/2021 ore 10:00″
>>> https://youtu.be/tyw-jUCtuV0
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by Alessandro Valerio | 2021,Oct,10 | Emozione e Relazioni
Nasciamo bambini piccoli e quando arriviamo in questo mondo fisico ci domandiamo se riusciremo a sopravvivere, In realtà non proprio con la mente, ma la sensazione è quella. Immaginate, vediamo tutti più grandi di noi, sono più alti e grossi, e se ci mangiano? In braccia della mamma e del papà siamo al sicuro.
Poi c’è la scuola, la società, le regole e fino a 14 anni siamo al sicuro impregnati di presupposti che crediamo veri. L’adolescenza ci mette in crisi e scopriamo che non sempre genitori ed insegnanti sanno le cose giuste. Si mettono in discussione le sicurezze che avevamo, e si incomincia a fidarsi di chi è autorevole solo perché il rispetto lo ha guadagnato.
Nei miei percorsi in India mi hanno detto che noi arriviamo “pieni” di conoscenza, che non sempre conosci, e prima di “riempirci” di informazioni con punti di vista diversi, bisogna che ci “svuotiamo” di quello che si hanno insegnato. Un po come l’esempio Zen, per riempire una tazza, devi prima svuotarla. Poi dicono che le frasi di osteria non sono concrete: il bicchiere non lasciarlo mai vuoto e non lasciarlo mai pieno.
Di speranza si muore è una frase per avvisarti che hai il libero arbitrio (su di te non si gli altri), unico sistema per vedere un panorama diverso è fare un sentiero diverso. Ho sempre consigliato a mio figlio di viaggiare per il mondo, si imparano tante cose viste da una ottica diversa, ovvio sempre in sicurezza (femminile) ma non più di tanto (maschile).
Nel Network Marketing ho imparato una frase interessante: “Se ti regalano una iscrizione al network, vuol dire che la merce sei tu”. Provate a prendere un appuntamento e decidere il giorno e l’ora, magari si lascia una scelta, ma decidete voi cosa fare, non siete più bambini che credono a tutto. Ma per riuscirci bene bisogna comprendere che per stare bene insieme agli altri, bisogna prima stare bene soli con se stessi.
Non puoi dare amore se non c’è l’hai prima tu.
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>>> https://youtu.be/jy-IBo02I8k
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by Alessandro Valerio | 2021,Sep,10 | Emozione e Relazioni
Di sicuro qualcuno che conosco se c’è un amico che me lo sta dicendo, o forse qualcuno di famoso. Ma perché siamo cosi interessati alla morte, certo è un fatto importante, qualcuno che non è più tra noi Umani. Magari un incidente o un modo curioso per andarsene. Pensateci talvolta colpisce più la notizia di una morte che di una nascita.
Una volta nel periodo quando mia madre o mio padre stavano male frequentavo gli ospedali, cosa che evito per il clima di sofferenza che vi si trova, ma che rispetto per la dedizione di chi ci lavora a cui, dico sempre, bisognerebbe raddoppiare lo stipendio. In quel periodo ho notato che i reparti di donne stanno sempre a parlare di chi è morto, mentre quelli degli uomini giocano a carte. Forse i tempi sono cambiati, ma adoro sempre Patch Adams per aver portato la comicoterapia negli ospedali.
Collegata alla mia crescita personale ed il Feng Shui, ho portato anche io nel periodo di infermità di mio padre questa terapia (con mia madre non ne ero ancora a conoscenza). Io per fortuna non mi sono mai ricoverato e mai rotto niente, mia madre ha detto che sono nato con la camicia (quella pelle bianca che tecnicamente si chiama sacco amniotico).
Perché è una notizia importante per gli anziani? Si sentono alla fine del viaggio e vedono il mondo come qualcosa che si perde, possiamo essere “illuminati” quanto vogliamo ma sarà dura lo stesso, Nella mia esperienza mi sono trovato ad aiutare mio padre nel periodo di un incidente dove lui è andato in coma, e in lunga degenza nella sua camerata sono morti tre vecchietti in un mese, uno davanti a me. Ma poi mi sono detto che con tutte le conoscenze spirituali che ho non potevo alimentare il pensiero della sua dipartita, ed infatti messi gli attivatori Feng Shui e il pensiero allegro ai pazienti ed infermieri, nel mese successivo non morì nessuno. Mi ricordo gli infermieri che ripetevano la frase che consigliavo “io sto bene”, andava bene anche per loro, ma erano soprattutto i pazienti che dovevano dirlo.
È stata una esperienza incredibile… Sai chi è morto? Nessuno.
NFT del Webinar di Alessandro Valerio “cocioale” su youtube (Italian language) del 01/10/2021 ore 10:00″
>>> https://youtu.be/YxaoRG8uIcw
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by Alessandro Valerio | 2021,Sep,10 | Emozione e Relazioni
Come fare a uscire dall’apatia? Prima di tutto vediamo cosa significa apatia e noia. Di solito con la noia ci vien in mente non ho niente da fare, ma spesso diventa così perché aspettiamo che altri nella vita ci dicano cosa fare, come ad esempio quando sei un dipendente e ragioni con i quadranti di sinistra (vedi Cashflow Game), non hai inventiva per inventarti qualcosa che attiri la tua attenzione.
Con apatia si pensa ad aver perso interesse nelle cose, non hai motivazione data sempre da qualcun altro o non riesci a crearti la tua automotivazione, sempre dai quadranti di sinistra, aspetti che il destino ti mostri la strada, nella banalità della nostra mente facciamo sempre le solite cose e per uscirne abbiamo poche soluzioni mentali. Per esempio io metto un po di musica, vedo un film, cucino e mangio troppo, sposto le cose di casa o faccio una passeggiata.
Tutti questi piccoli cambiamenti danno solo una piccola variante, ma può servire se si innesca una catena che smuove il corpo materiale per variare quello emotivo e mentale, o viceversa quello mentale smuove l’emotivo e di seguito il fisico, il giro è sempre quello, i primi tre chakra sono collegati, svegliamoli tutti per riuscire a stare meglio.
Curare il mio bonsai mi aiuta a stare meglio, lui è contento e quindi sono felice anche io. Ogni uno può trovare la propria strata, magari anche scrivere come sto facendo adesso nel creare il testo per il webinar. La mente è troppo veloce il corpo troppo lento, basta ridurre la velocità al primo e aumentare il secondo.
In questi periodi di cambiamenti veloci è incoerenti, vedi informazioni del virus, cronache sempre più opinionistiche, regole ridondanti che ti fanno capire sempre meno, perdita di valori importanti o credenza in bisogni inutili. Forse baste veder crescere una pianta, osservare un tramonto o il gioco di un bambino. Credo che la soluzione migliore sia l’amore, il respiro o un semplice sorriso, e sai che sei vivo per un valido motivo.
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by Alessandro Valerio | 2021,Sep,9 | Emozione e Relazioni
Dopo l’orto in terrazza voglio parlarvi dell’arte culinaria che ho sempre avuto come mestiere per tanti anni, ho iniziato a 22 anni perché mia zia aveva un ristorante e sono andato ad aiutarla, un po’ controvoglia ma con l’intenzione di avere una autonomia economica, come fanno tutti i giovani. Subito ho capito che anche se un mestiere non mi piace, lo si può vedere in una ottica utile se impari tutto quello che ti si presenta. Impara l’arte e mettila da parte.
Cosi ho fatto, ma soprattutto ho voluto imparare, a fare il cameriere, il pizzaiolo, il cuoco e alla fine il proprietario di due pizzerie. E quando fai il proprietario scordati di cucinare, devi imparare ad amministrare e organizzare, periodo che mi ha fatto scoprire come il Sistema ti fa perdere la voglia di lavorare (intesa come passione).
Adesso che faccio un altro mestiere (il coach) cucinare è diventato più sereno e se vado ad aiutare un amico in un locale lo faccio per divertirmi, lato negativo è che sto ingrassando, invece quando ero nei locali ero stranamente un cuoco magro. Anche solo gli odori talvolta ti saziavano. Ho scoperto un trucco quando bevevo troppi caffè, sai hai la macchina li è buono e ne abusi, se mi veniva voglia di caffè aprivo la valvola facevo scorrere ed annusavo, così ero a posto.
Come mai siamo contenti quando mangiamo? Deriva dal nostro cervello rettiliano (quello più antico). Fa parte delle prime necessità, guardate gli animali che non uccidono se non per mangiare, non sempre anche per il territorio, ma in quel caso è per la discendenza, ed anche noi siamo protettivi con i figli.
Ragazzi mi è venuta fame, mi vado a fare una splendida spaghetti alla carbonara (integrale però).
Cucinare è un amorevole arte, ma fatelo con altra gente così l’amore si espande (non solo la pancia).
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