Bitcoin – Come previsto, il rally del mercato si è arrestato nelle ultime 24 ore , ma invece di consolidarsi, i prezzi hanno perso oltre il 5%, arrivando a toccare 116.800 dollar, in una mossa tipica di un mercato rialzista. I report suggeriscono che le prese di profitto da parte dei detentori a lungo termine stiano pesando sul prezzo della criptovaluta.
È normale che i mercati tornino a rivisitare i punti di breakout, in questo caso il massimo del 22 maggio di circa 111.960 dollari, e mettono alla prova l’interesse di acquisto sottostante prima di delineare rally più consistenti. Una dinamica simile si è verificata all’inizio di quest’anno, quando i prezzi sono scesi da oltre 100.000 dollari a 75.000 dollari, rivisitando il punto di breakout di fine 2024.
Dal punto di vista dell’analisi tecnica, prevarrà un orientamento rialzista più ampio, mentre i prezzi rimarranno bloccati nel canale ascendente sul grafico giornaliero. Nelle prossime 24 ore, l’attenzione sarà rivolta al grafico orario, che mostra una forte tendenza correttiva al ribasso, con i prezzi che si muovono al di sotto della nuvola di Ichimoku, a suggerire un momentum ribassista.
Tuttavia, l’RSI sul grafico orario è sceso sotto quota 30, indicando una condizione di ipervenduto, in netto contrasto con la lettura superiore a 70 o ipercomprato registrata il giorno prima. Pertanto, non si può escludere un rimbalzo. La probabilità di un pullback a 111.960 dollari si indebolirebbe se la potenziale ripresa interrompesse il canale discendente.
Secondo la fonte di dati CoinGecko, la volatilità potrebbe rimanere elevata poiché l’interesse cumulativo sui future onshore e offshore e sui future perpetui è aumentato a 734,82K BTC, poco al di sotto del record di 744K BTC di ottobre 2022.
La crescita dell’open interest è probabilmente trainata dalle borse offshore, poiché il numero di contratti attivi sul CME rimane al di sotto del massimo di maggio, con la base annualizzata trimestrale ancora inferiore al 10%. Al contrario, i tassi di finanziamento annualizzati sui perpetui offshore hanno superato l’11%, a indicare una crescente domanda di esposizione rialzista.
L’indice MOVE, che misura la volatilità implicita a 30 giorni nei titoli del Tesoro USA, è rimbalzato da un livello critico che aveva costantemente preannunciato forti picchi di volatilità del mercato dal 2024.
Questo è motivo di preoccupazione per i rialzisti, perché i picchi di volatilità nel mercato dei titoli del Tesoro tendono a portare a un inasprimento finanziario, uno sviluppo che favorisce l’avversione al rischio. Inoltre, dal 2024, i minimi di MOVE hanno segnato i massimi temporanei del prezzo di BTC.
Attenzione perché la storia potrebbe ripetersi, portando a un ulteriore calo del mercato rialzista del BTC.
Il parere dell’IA: il calo del 5% di Bitcoin è un segno positivo del mercato rialzista, che punta a testare nuovamente il livello chiave di breakout di $ 111.960 prima di avviare potenzialmente un rally più forte.
Resistenza: $ 118.000-118.500, $ 120.000, $ 123.181
Supporto: $ 113.688 (il ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del rally dai minimi del 22 giugno) , $ 111.965, $ 107.823 (il 61,8% di Fibonacci)
XRP: Mantiene MA a 100 ore e supporto cloud
XRP è sceso da 3 dollari e sembra essere intrappolato in un canale discendente sul grafico orario, rispecchiando BTC. Tuttavia, XRP sembra relativamente in una posizione migliore, mantenendo la confluenza della media mobile semplice (SMA) a 100 ore e della nuvola di Ichimoku a 2,81 dollari.
Una rottura da qui implicherebbe la fine della correzione e la ripresa del trend rialzista più ampio verso il massimo annuale di 3,4 dollari. Sulla via del rialzo, i rialzisti saranno probabilmente nuovamente messi alla prova intorno ai 3 dollari.
Fate attenzione al movimento al di sotto della nuvola di Ichimoku, poiché rafforzerebbe lo scenario ribassista immediato, spostando l’attenzione sulla media mobile semplice a 200 ore a 2,6 $.
Ancora una volta, la volatilità potrebbe aumentare, con l’open interest dei future perpetui che ha raggiunto il massimo storico di 2,74 miliardi di XRP, secondo Coinglass. I tassi di finanziamento annualizzati di XRP si attestano al 15%, indicando una crescente propensione per le posizioni rialziste con leva finanziaria.
Il punto di vista dell’IA: nonostante il grafico orario di XRP mostri un trend ribassista che rispecchia quello di BTC da 3 dollari, la sua solida tenuta al di sopra della media mobile semplice a 100 ore e della nuvola di Ichimoku a 2,81 dollari segnala un supporto sottostante. L’open interest record dei future perpetui e gli elevati tassi di finanziamento indicano una significativa domanda rialzista con leva finanziaria, che potrebbe portare a una rottura sopra i 3 dollari, verso i 3,4 dollari, probabile se il supporto attuale dovesse reggere.
Resistenza: $3, $3,4
Supporto: $ 2,81, $ 2,6-$ 2,65, $ 2,38
Dopo gli articoli di Coindesk l’ 8 novembre e di U-Today ieri, emerge chiaro da questo report che le azioni del Grayscale bitcoin Trust stanno erodendo quote dal fondo ETF in Oro.
Gli investitori tradizionali adesso vedono Bitcoin come un’alternativa digitale all’oro che e’ da sempre definito il bene rifugio per eccellenza. Lo dimostra chiaramente la rapida crescita evidenziata da GBTC da ottobre in avanti,a dispetto della relativa stabilita’ dell’ ETF in oro.
Grayscale registra più’ di un miliardo di entrate nel terzo quarto del 2020, portando il valore annuale vicino ad un’incredibile 3 miliardi, portando il valore totale del patrimonio gestito alla cifra di 9.1 miliardi di dollari.
Se volessi investire nel mercato delle criptovalute quanti soldi dovrei mettere? Quanti bitcoin dovrei acquistare?
Il famoso trader Davincij15 facendo dei calcoli matematici ha previsto che “Chi possiede 0,28 bitcoin potrebbe essere un giorno sufficiente per appartenere al Top 1% della ricchezza mondiale“, ma stiamo parlando di un prossimo futuro non troppo vicino perché per il Bitcoin la strada da percorrere è ancora lunga.
Una delle caratteristiche più importanti del Bitcoin è la sua scarsità: ce ne potranno esistere solo 21 milioni. Questo significa che, in caso di utilizzo di massa della criptovaluta, possederne anche solo una piccola quantità potrebbe arricchire significativamente il proprietario.
Davincij15 è un trader e Bitcoin evangelist molto conosciuto su Twitter. In un post del 22 settembre ha scritto che “ci sono solo 0,0027 BTC per 7 miliardi di persone“, mettendo in relazione la popolazione mondiale con l’offerta complessiva di bitcoin.
Dal 2011 Davincij15 rilascia affermazioni a favore di Bitcoin e condivide le sue idee sui suoi canali social. Nel suo ultimo post ha scritto:
“Se detenessi 0,28 BTC, qualora il Bitcoin fosse la valuta di riserva mondiale, allora faresti parte del Top 1% della ricchezza mondiale. Possedere 1 BTC significherebbe essere 400 volte più ricco della persona media (nel peggiore dei casi).”
I calcoli che supportano la tesi di Davincij15 sono corretti, anche se la sua ipotesi si basa fortemente sul fatto che il Bitcoin venga usato come unica moneta di scambio in tutto il mondo. L’asset Bitcoin ha attualmente un market cap di circa 197 miliardi di dollari; è una cifra significativamente inferiore a quella dell’oro, che possiede un market cap di 9.000 miliardi di dollari. Bitcoin dovrebbe crescere notevolmente per raggiungere il metallo prezioso, un asset considerato un’ottima riserva di valore da migliaia di anni.
Se vuoi vedere in tempo reale il valore del market cap di ogni criptovaluta, clicca su Coinmarketcap.
In questo momento, la valuta di riserva mondiale è il dollaro statunitense, con un circolante complessivo di 1.980 miliardi, secondo dati della Federal Reserve. Come puoi notare il dollaro, rispetto all’oro, è un po’ più vicino al market cap del Bitcoin. Tuttavia, per un’analisi e valutazione più precisa bisogna considerare anche altri fattori oltre all’offerta di circolante: un confronto efficace tra Bitcoin ed il dollaro potrebbe richiedere numeri notevolmente più alti.
I Market Cap a confronto:
Oro: 9000 miliardi;
Dollaro: 1980 miliardi;
Bitcoin: 197 miliardi.
Problemi
La previsione di Davincij15 potrebbe non verificarsi se la gente investisse in altre criptovalute (considerandole come nuovi asset) e se il Bitcoin non diventasse la prima opzione per i pagamenti a livello mondiale.
Comunque il Bitcoin sembra stia attirando le attenzioni di sempre più persone, grandi e piccole. Basti pensare ai mega investimenti attuati dal gigante della finanza Michael Saylor (il CEO di MicroStrategy), il quale considera il Bitcoin come valuta di riserva primaria.
Si dice che le criptovalute usano il peer-to-peer, ma cosa significa? Il P2P è una rete informatica non gerarchizzata dove tutti i nodi sono paritari. In italiano infatti lo posso tradurre con “da pari a pari“. In parole semplici due persone possono comunicare tra loro e inviarsi informazioni senza intermediari.
I nodi sono dei software presenti dentro i computer che lavorano tutti allo stesso modo. Ci sono oltre 10.000 nodi attivi in questo momento. Per crollare la rete devono spegnersi tutti i computer che usano quel dato software. In una rete P2P tutti hanno lo stesso identico potere, nessuno può prendere decisioni per conto di altri. A guidare le regole di tutta la rete c’è un unico protocollo informatico. Tutti i membri possono fare in modo indipendente ogni cosa prevista nel protocollo.
Il P2P è l’architettura informatica più democratica che ci sia dove siamo tutti uguali. Ogni azione che viola anche una piccola regola del protocollo porterà all’esclusione istantanea dalla rete. Il protocollo va rispettato alla lettera.
I vantaggi di una rete P2P sono:
Non c’è nessuno che può imporre una decisione sopra altri;
Meno costi perchè non si paga l’intermediario;
il rispetto delle regole è assoluto.
I registri della rete P2P sono pubblici quindi chiunque può andare a verificare cosa avviene nella rete. Non c’è bisogno di fidarsi di nessuno perché la fiducia non viene proprio contemplata, è tutto una questione di matematica. La rete P2P viene anche chiamata decentralizzata oppure viene chiamata trust-less, cioè senza fiducia. Non c’è bisogno di fidarsi del commesso, del responsabile o del coordinatore. Non c’è nessuno. C’è solo un software informatico che non può fare altro che seguire le regole di configurazione.
Nasce da questo concetto del P2P l’idea di creare un sistema di pagamenti e le criptovalute. Con il Bitcoin è nato il primo sistema decentralizzato di pagamenti. Non c’è una banca che può bloccarti il conto, non c’è bisogno di fidarsi di un commesso, nessuno può cambiare le normative e decidere contro la tua volontà di attuare una modifica unilaterale del contratto.
Cosa succede con le aziende telefoniche? Prendiamo il caso degli sms. Quando tu vuoi inviare un sms a qualcuno, tu pensi che venga spedito direttamente ma in realtà, dal punto di vista informatico, l’informazione viene spedita ad un server e poi viene inviata al destinatario. Nella rete P2P le due persone fungono da mittente e ricevente della comunicazione.
Ti faccio un altro esempio. Internet è una rete decentralizzata. Non esiste il proprietario di internet. Il concetto che sta dietro ad Internet è di riuscire a resistere contro le bombe nucleari. Se Internet non va negli Stati Uniti, continuerà a funzionare nel resto del mondo. Le criptovalute e la blockchain sono un’evoluzione di questa rete decentralizzata.
Le Criptovalute vanno dichiarate? Quanto pago di tasse?
Oggi parleremo dell’argomento che terrorizza un po’ tutti: le tasse.
L’agenzia entrate ha classificato le criptovalute come valute.
Secondo l’agenzia delle entrate italiana avere bitcoin è come detenere un conto all’estero e presuppone due obblighi fiscali:
dichiarare il conto (quadro RW);
dichiarare i redditi.
Una persona fisica che decide di acquistare monete virtuali e li tiene presso un portafoglio virtuale è un’azione equiparabile ad un conto online estero quindi dovrà compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi ai fini del monitoraggio fiscale e del pagamento dell’imposta IVAFE (corrispondente all’imposta di bollo che si avrebbe su conto deposito italiano). Clicca qui per capire cos’è l’IVAFE.
Trattandosi di somme detenute all’estero il possesso del conto (wallet) va sempre dichiarato.
Se non dichiari il conto all’estero ci sono le seguenti sanzioni:
€258 sanzione fissa per mancata compilazione del quadro RW;
sanzione da 3% al 15% delle somme non indicate in RW;
proroga di 1 anno del termine di prescrizione.
Diversamente, dichiarare i redditi non è sempre obbligatorio. Al pari di tutti gli altri strumenti finanziari, se presente una minusvalenza, non è obbligatorio dichiararla. In tal caso però si perde la possibilità di poter riportare le minusvalenze per i successivi 4 anni in compensazione con le future plusvalenze. Qualora ci siano minusvalenze si dovrà valutare se è conveniente dichiararle in modo da poterle recuperare nei prossimi anni.
E se invece ho avuto dei guadagni sulle criptovalute?
L’Agenzia delle Entrate considera le criptovalute al pari delle valute tradizionali. Pertanto al di sotto del limite di €51.645,69 le criptovalute NON sono soggette a tassazione del 26%.
Il calcolo delle plusvalenze o minusvalenze relative alle operazioni in valuta deve essere fatto solo se la giacenza complessiva di tutti i depositi e conti correnti in valuta intrattenuti sia superiore a €51.645,69. Superato questo limite per almeno 7 giorni consecutivi, l’Agenzia delle Entrate considera la compravendita di criptovalute un’attività speculativa.
E’ necessario valutare se si è superato questo limite in base alla somma di tutti i conti in valuta non-euro detenuti.
Se non dichiaro?
Se si supera il limite di €51.645,69 e non si dichiarano i redditi si incorre nelle seguenti sanzioni
Infedele dichiarazione – sanzione fissa di €250;
Sanzione dal 90% al 180% delle imposte non pagate, maggiorate di 1/3;
Se non si presenta la dichiarazione – proroga di 1 anno del termine di prescrizione.
Quanto costa il commercialista?
Ogni commercialista ha le sue regole ma indicativamente una persona che fa poche operazioni all’anno potrebbe spendere per il conteggio e la dichiarazione attorno ai 100€.
Ogni caso è particolare quindi il consiglio è sempre quello di chiedere aiuto al proprio commercialista.
Il governo bulgaro possiede circa 200.000 Bitcoin, per un valore di circa 2 miliardi di dollari (dipende dal momento in cui stai leggendo questo articolo). In pratica ha intercettato svariate organizzazioni criminali che usavano il Bitcoin come moneta di pagamento sequestrandone tutti i Bitcoin. La Bulgaria quindi se lo volesse potrebbe estinguere un quarto del suo debito pubblico nazionale… ma non lo sta facendo. La Bulgaria sta conservando il Bitcoin, un po’ come stanno facendo tutti i governi con l’oro. Secondo le stime attuali, la Bulgaria è probabilmente il secondo maggiore proprietario di BTC nel mondo.
E se in futuro il Bitcoin diventasse una convenzione conservare Bitcoin?
Il Bitcoin potrebbe essere considerato nel futuro come un asset da conservare e non come metodo di pagamento. Tutti i governi deterrebbero Bitcoin all’interno del loro portafoglio come se fossero dei metalli preziosi. La prima conseguenza positiva sarebbe che la volatilità si abbasserebbe tantissimo rendendo il Bitcoin molto più sicuro.
Tutte le fluttuazioni che vediamo nel mercato e l’immensa volatilità di prezzo sono causate principalmente da azioni speculative. Ma se i Bitcoin venissero conservati come bene rifugio avremmo molte meno oscillazioni.
Inoltre stiamo parlando di un bene scarso perchè non si possono creare più di 21 milioni di Bitcoin. Questo significherebbe che il Bitcoin potrebbe solo che aumentare di prezzo.
Il Bitcoin ha un Market Cap di 214 miliardi di dollari (Vedi dati aggiornati), molto più grande di Ethereum che è la seconda criptomoneta più popolare la quale possiede un Market Cap di 64 miliardi di dollari. Il Market Cap è la capitalizzazione di mercato e rappresenta il valore di mercato delle criptomonete in circolazione.
Conclusione
Detenere Bitcoin è ancora molto rischioso e pericoloso. Non investire soldi che non sei disposto a perdere. Avere una piccola quota di Bitcoin nel proprio portafoglio potrebbe essere un’idea buona in vista di quello che sta succedendo nell’economia mondiale e come si stanno comportando i governi.
Robert Kiyosaki ha detto: “il Bitcoin arriverà a 75.000$ fra tre anni!”
Il guru della finanza personale si è sempre dimostrato a favore delle criptovalute ed ha dichiarato di essere fortemente rialzista nei confronti del Bitcoin. Il prezzo del Bitcoin arriverà a 75.000$ entro i prossimi tre anni facendo crescere accanto a sè anche l’interesse verso le altre criptovalute.
In un messaggio su Twitter del 16 maggio 2020, Robert Kiyosaki afferma di aver una grande paura che l’economia mondiale stia morendo. Questa considerazione lo ha spinto ad acquistare tre asset il cui valore a suo parere aumenterà in maniera significativa nei prossimi anni: oro, argento e Bitcoin.
L’ economia mondiale sta morendo.
In particolare, ha dichiarato in merito a tali asset:
“Ho comprato ancora più oro, argento e Bitcoin. Attualmente l’oro si trova a 1.700$, prevedo che arriverà a 3.000$ fra un anno. L’argento si trova a 17$, arriverà a 40$ fra cinque anni. Bitcoin si trova a 9.800$, arriverà a 75.000$ fra tre anni”.
Prevede pertanto un incremento annuale medio del 76%, 19% e 97% per oro, argento e BTC. Ciò significa che, stando ai calcoli di Kiyosaki, Bitcoin offre un potenziale di profitto molto maggiore rispetto ai due metalli preziosi.
Robert Kiyosaki crede nel Bitcoin.
Non è la prima volta che Robert Kiyosaki parla di criptovalute e tecnologia blockchain nei suoi profili social. Il mese scorso, durante un’intervista con Anthony Pompliano, Kiyosaki aveva commentato in merito al BTC:
“La ragione per cui sostengo Bitcoin è soltanto una: non fa parte del sistema. Rappresenta una separazione fra il governo e i miei soldi. Il motivo è che ti permettono di uscire dal sistema bancario centrale, sei fuori dal sistema. Ecco perché dico che oro e argento sono il denaro di Dio, mentre Bitcoin è il denaro open-source della gente”.
Il Bitcoin non fa parte del sistema.
Sempre ad aprile, Kiyosaki aveva sconsigliato di risparmiare denaro tradizionale:
“Risparmiare soldi, siete folli? Perché risparmiare soldi quando la Fed con i suoi allentamenti quantitativi stampa migliaia di miliardi di dollari finti? Da 82 miliardi al mese a 125 miliardi al giorno. Perché risparmiare quando la Zero Interest-Rate Policy (ZIRP) non fa guadagnare nulla?”
Il denaro tradizionale è in pericolo.
Conclusione
Riepiloghiamo il pensiero di Robert Kiyosaki in una frase: “Investite nell’oro, il denaro di dio… oppure investite in Bitcoin, il denaro della gente.”